LITIGI DEJA-VU: QUANDO SI DISCUTE SEMPRE DELLE STESSE COSE

Accade frequentemente che in un rapporto di coppia, così come in molte altre tipologie di relazioni, gli argomenti "caldi" che animano discussioni e litigi siano sempre gli stessi e ciclicamente tornino in voga.


"MA COME? NON NE AVEVAMO GIÀ PARLATO?"

Infatti, non è raro né bizzarro che due persone dimostrino grandi capacità di mediazione su molti aspetti della quotidianità, rispetto ai quali con dialoghi aperti e pochi scambi costruttivi riescono a trovare velocemente accordi condivisi; e al contempo regrediscano a maldestri errori comunicativi quando si aprono dei conflitti su alcuni temi specifici, che sembrano non avere via d'uscita. Le tematiche spinose variano da una coppia all'altra: possono spaziare dalla gelosia alle scelte genitoriali, dalle faccende di casa alle idee politiche, dall'utilizzo del tempo libero alla qualità dei gesti d'affetto... insomma tutto quello su cui si può essere in disaccordo, cioè: ogni cosa! Così in quasi tutte le relazioni ci sono alcuni litigi che ritornano, ancora e ancora, in modo ripetitivo, come se ogni volta fosse la prima che se ne parla. Non mi riferisco ovviamente a quelle discussioni, giocose, su aspetti su cui si è sostanzialmente "d'accordo nel rimanere in disaccordo", ma di faccende che generano conflitti profondi, che scuotono la coppia e la portano a rimettere in discussione la qualità della relazione stessa e/o la volontà a farne parte.


DEAL-BREAKER EMOTIVI

Il motivo tutto sommato è banale: in virtù delle qualità innate, delle esperienze di vita e del ventaglio di significati attribuiti alla parola "amore", ognuno di noi vive alcune questioni come marginali, sulle quali rimane più aperto a cercare un compromesso, ed altre invece come potenziali "deal-breakers". Un deal-breaker (in italiano non abbiamo una traduzione adeguata) è un elemento rispetto al quale non si è disposti a scendere a patti e che, quindi, potrebbe potenzialmente "rompere" il legame. È a questo che ci si riferisce con frasi come: "io non voglio stare con una persona che...": si tratta di posizioni valoriali rigide, che non hanno nulla di razionale e logico, anzi emergono il più delle volte come reazioni emotive spontanee.

Ma attenzione: non è questione di carattere, di personalità o di intelligenza! Si tratta semplicemente di una predisposizione umana: infatti, tranne chi mostra alcune specifiche sintomatologie patologiche, siamo tutti flessibili su alcuni aspetti e rigidi su altri.

Cosa succede quindi quando i due membri della coppia sono in disaccordo su un aspetto che, a specchio, rappresenta per entrambi un deal-breaker?


LITIGI DEJA-VU

Il più delle volte in questi casi accade che le litigate durano ore, non vanno a parare da nessuna parte e si concludono, più per saturazione emotiva che non per efficacia, con un "ok, cercherò di fare del mio meglio" reciproco.

Poi i due tornano alla vita di tutti i giorni, riprendono a fare esattamente ciò che facevano prima, fino a che non scoppia di nuovo la "bomba". E così via ciclicamente toneranno a ripetere, in modo ridondante, sempre lo stesso litigio, senza mai trovare una vera mediazione o autentica condivisione d'intenti.

La coppia si trova in questo modo incastrata in una sorta di limbo, in cui non si va né avanti né indietro, a causa di un conflitto che ha radici profonde, che ne rendono impossibile l'estirpazione ma, in definitiva, non è abbastanza potente da "rompere" realmente la relazione.


COMPRENSIONE RECIPROCA

Prima di proporvi un modo per sciogliere questi tipi di conflitti, così incistati, è doveroso sottolineare quale sia il presupposto da cui parto come professionista: ritengo che l'obiettivo a cui mirare, quando ci si trova in una condizione di coppia come quella descritta in questo articolo, non è quello della ricerca di una soluzione né di un accordo razionale tra i due. Lo scopo a cui la coppia dovrà ambire è quello della comprensione reciproca, in quanto quando il partner ci presenta un deal-breaker ci sta svelando la sua identità più profonda e - questo lo firmo con il sangue - non si può pensare di amare a pieno se quell'identità non si è disposti, quanto meno, ad esplorarla.


COME FARE?

Le cosiddette "soluzioni" avverranno, quindi, come effetto collaterale di una graduale ma costante esplorazione e comprensione dell'altro. Come?

Vi proporrò qui una sorta di "ricetta d'amore" che ho sperimentato più volte nel mio studio, con efficacia, con coppie che ho seguito. Ovviamente non si tratta dell'unico modo per raggiungere lo scopo prefissato e ve la propongo come alternativa da considerare in assenza di altre idee. Io lo chiamo IL PULPITO ALTERNATO, ispirandomi largamente ad una tecnica ideata dal noto terapeuta italiano contemporaneo Giorgio Nardone.

  1. Prima di tutto scegliete un momento della giornata in cui dedicarvi a parlare della questione spinosa su cui sentite di esservi arenati. Stabilito l'orario, "infiocchettate" questo momento il più possibile scegliendo un contesto di pregio: ad esempio davanti a un bicchiere di vino dopo cena, al ristorante, durante una passeggiata, o in qualsiasi ambiente che possa adeguarsi alle vostre esigenze di coppia e aggiungere valore al momento che passerete insieme;

  2. Questo momento verrà ripetuto ogni giorno fino a quando serve, ovvero sino a che sentirete (attenzione, ho scritto "sentirete" e non "penserete") di aver trovato il bandolo della matassa;

  3. Questo momento quotidiano durerà in totale mezz'ora: i primi quindici minuti parlerà uno solo dei due, come se salisse su un pulpito, e l'altro dovrà soltanto ascoltare in religioso silenzio, senza mai intervenire. Terminato il quarto d'ora si invertiranno i ruoli: chi ha ascoltato potrà replicare e chi ha parlato dovrà ora aprire bene le orecchie. Terminato il tempo di trenta minuti totale si dovrà rimandare al giorno successivo, invertendo l'ordine di parola.

  4. Il tempo per parlare dei reciproci "deal-breakers" è quindi stabilito a priori, prima ancora di sapere che cosa emergerà, e sarà di soli trenta minuti. Quindi, qualsiasi sia il punto della discussione a cui sarete arrivati allo scoccare della mezz'ora, dovrete interrompere la conversazione e rimandare al giorno successivo.

  5. L'altro aspetto importante è infatti che dovrete evitare, nella maniera più assoluta, di parlare della questione in qualsiasi altro momento che non sia il giornaliero spazio di trenta minuti: consideratela una vera e propria congiura del silenzio!

Attraverso questa semplice modalità interattiva, grazie al contesto e al tempo stabilito a priori, il conflitto viene incorniciato e chiuso in uno spazio dedicato. E a che cosa serve una cornice se non a valorizzare il quadro? Il risultato sarà quello di mettere ancora più in risalto il contenuto di quello che viene detto, che non si disperderà più in lunghi discorsi confusivi. Entrambi i partner avranno più tempo per riflettere, per interiorizzare quanto emerso e infine per decidere che cosa aggiungere la volta successiva. Infatti, avendo tempo e spazio limitato sarà naturale per entrambi scegliere con maggiore cura ciò che viene detto, evidenziando i punti salienti ed evitando commenti marginali, che rischierebbero di confondere e alzare inutili polveroni.

Provare per credere!


La maggior parte delle coppie a cui ho proposto il pulpito alternato mi hanno riferito che, oltre ad aver finalmente sciolto la propria conflittualità, hanno addirittura trovato questa modalità divertente! Tra tutte, torna alla memoria una coppia di neo-genitori che ho seguito due anni fa, i quali decisero di trasformare l'esercizio in una regola fissa, pianificando un momento settimanale per affrontare le discussioni della coppia, più o meno spinose che fossero. "Abbiamo deciso che ogni sabato avremo un'ora di tempo, mezz'ora a testa, per raccontare all'altro le cose che non ci sono andate bene durante la settimana".


SE DOBBIAMO LITIGARE, FACCIAMOLO CON STILE!

Per tirare le fila, penso che sia assolutamente normale che una coppia di tanto in tanto si areni in discussioni ridondanti e ripetitive, che diventano legittimamente motivo di dubbio sulla qualità della relazione. Ma questi momenti critici, se affrontati come occasione per conoscersi più a fondo e aumentare l'intimità, valorizzando e impreziosendo il conflitto, possono diventare dei punti di grande svolta positiva. A pensarci bene, direi che non esiste più bel gesto d'amore del tacere e ascoltare l'altro quando è nella sua ora più buia.

Per una consulenza individualizzata al caso, fissiamo un appuntamento. Invia una mail a info@psicologafedesassoli.com

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