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IL GHOSTING: CHE COS'È E COME AFFRONTARLO

February 6, 2020

Se ancora non sei venuto a contatto, nemmeno indirettamente, con questo fenomeno puoi ritenerti estremamente fortunato. Sembra infatti che il ghosting stia diventando una vera epidemia che, oltre ai giovanissimi, contagia anche le coppie più avanti con l'età.

Di che cosa si tratta? Prende il nome di ghosting , dall'inglese "ghost" che significa "fantasma", la scelta improvvisa e repentina di una persona di interrompere bruscamente una relazione scomparendo - letteralmente - nel nulla: non rispondendo più né a chiamate, né a messaggi e bloccando l'altro su tutti i mezzi di comunicazione, non facendosi più vedere ed evitando che giungano proprie notizie. Si tratta quindi di una separazione molto violenta che avviene, anche dopo anni di conoscenza, dall'oggi al domani: un momento l'altro/a è al tuo fianco, protagonista insieme a te di una relazione significativa, e l'attimo dopo non ve n'è più traccia, come se non fosse mai esistito/a, come per magia.  

Attraverso un sondaggio il sito di appuntamenti Plenty of Fish ha rilevato che su un campione di 800 utenti fra i 18 e 33 anni, l’80% di essi dichiara di aver subito un’esperienza di ghosting. Il comportamento sembra essere tanto diffuso che Johnatan Bazzi, giovane scrittore contemporaneo (anni 35) e autoproclamato ghoster, lo ha descritto come "la violenza psicologica preferita della nostra generazione".

Il fenomeno infatti è esponenzialmente aumentato con l'avvento dei social network e di applicazioni come Whatsapp che, se da un lato permettono alle persone di rimanere in perenne e continuo contatto abbattendo ogni distanza, dall'altro, danno la possibilità in qualsiasi momento di interrompere ogni comunicazione senza necessità di aggiungere altro: basta cliccare sul tasto "blocca il contatto" ed è fatta! 

 

L'interruzione di una relazione d'amore lascia sempre con sé una scia di conseguenze, cicatrici di un'investimento affettivo che non è andato a buon fine, segni indelebili di passati fallimenti emotivi. Qualsiasi storia che si rispetti però, anche la più dolorosa, si conclude con un capitolo finale che restituisce senso a ciò che è stato e a ciò che non ci sarà più. Diversamente, sparire  nel nulla senza dare spiegazioni, è come dare fuoco ad un libro mentre qualcuno lo sta leggendo, negando all'altro la lettura del finale. Appare quasi banale sottolineare che, da un punto di vista psicologico, questo sia un gesto violento e crudele. La persona che lo subisce viene colpita da un fulmine a ciel sereno e non ha il tempo di elaborare quanto accaduto: viene negata la possibilità di fare domande,  di dirigere la propria rabbia, di chiedere spiegazioni. Viene negata la possibilità di trovare un senso.

 

Vediamo quindi insieme che cosa fare e che cosa non fare per affrontare il dolore da ghosting.

 

1. COLTIVARE LA COMPASSIONE PER L'ALTRO

Il rischio più grande per chi ha subito ghosting è l'insinuarsi nella mente, prima in punta di piedi e poi in modo sempre più prepotente, di un forte senso di colpa. Non avendo la possibilità di ascoltare le risposte dell'altro alle proprie domande e di comprendere i "perché effettivi" di quanto avvenuto, alla vittima di ghosting non rimane che ricercare le risposte in sé stessa. Il più delle volte arriva così alla conclusione di aver commesso degli errori, vorrebbe poter riavvolgere il nastro e prendere delle scelte differenti: "forse se non avessi detto.../se non avessi fatto...", "forse se avessi colto i segni...", "forse se avessi chiesto...",  ecc. Questo atteggiamento di auto-colpevolizzazione, per quanto comprensibile e legittimo, in una situazione simile diviene altamente nocivo. 

Perciò, se hai subito ghosting lo sforzo che dovrai fare sarà quello di tenere la concentrazione sull'altro, in particolar modo all'inizio. Hai tutta la vita davanti per guardarti alle spalle e imparare dai tuoi errori, ma in questo primo momento è sano che tu ti senta vittima, perché in fin dei conti lo sei sei: vittima della vulnerabilità e della debolezza di qualcuno che non ha trovato in sé la forza di affrontare la situazione e, in preda alla paura, ha scelto la fuga. L'indicazione che ti posso dare è quella, quindi, di coltivare la compassione per il tuo ghoster e di interrogarti sulle sue debolezze piuttosto che suoi tuoi errori che, per quanti possano essere stati, avrebbero comunque meritato uno spazio di condivisione. 

 

2. TROVARE NUOVI DESTINATARI PER LE PROPRIE DOMANDE

Un altro grande rischio che corre chi ha subito ghosting è l'esagerata ricerca della solitudine, che porta poi all'isolamento e all'assunzione di atteggiamenti depressivi. Il grande senso di vuoto provato dalla "scomparsa" improvvisa del proprio partner può infatti trasformarsi in angoscia, che appesantisce e immobilizza. Questo ritiro sociale diviene poi, il più delle volte, il palcoscenico delle proprie ossessioni mentali, dei dubbi e delle congetture che attanagliano la mente: "che cosa è andato storto?" 

Se hai subito ghosting è preferibile invece rimanere in contatto con il resto del mondo, parlare con amici e parenti di quanto ti è accaduto e rivolgere a loro alcune delle domande senza risposta che ti frullano per la mente. In altre parole, non condannare definitivamente te stesso/a all'assenza di interlocutori: trova nuovi destinatari per le tue domande, che potranno darti a modo loro un riscontro, una riflessione in più. Le relazioni di amicizia e affetto sono essenziali per elaborare emotivamente un "lutto" subito (ancor più in uno scenario di ghosting!) , non tanto per i bei consigli che possono offrire, ma perché simboleggiano la presenza in un momento in cui dentro senti solo assenza.  


N.B. Ogni estremo è disfunzionale, quindi anche la ricerca costante e perenne di compagnia e il completo evitamento di momenti di solitudine è dannoso all'elaborazione della separazione. Come in molti casi: in medio stat virtus! Concediti la possibilità di interloquire e condividere con altri il tuo sconforto così come lo spazio per lasciar sedimentare ciò che emerge. 

 

3. CANALIZZARE LA RABBIA E LA FRUSTRAZIONE

Non è difficile immaginare che l'esperienza di una vittima di ghosting non sia solo caratterizzata da tristezza e dolore, ma anche da frustrazione e rabbia nei confronti del proprio ghoster. Farsi carico di ogni emozione è molto importante, garantendo ad ognuna uno spazio e un tempo dedicato in cui essere canalizzata. Infatti, se in alcuni momenti la vittima troverà in sé soltanto una risposta passiva, subendo inerme la decisione del partner scomparso, dall'altro sentirà a tratti affiorare sentimenti di rabbia che rappresentano a tutti gli effetti una re-azione. È sano perciò esprimere ed esplorare tali sensazioni.

Se hai subito ghosting ti invito quindi a cogliere i momenti in cui la rabbia ribolle in te perché, come la febbre, segnalano che si sono attivati gli anticorpi. Dovrai permettere alla tua rabbia di fare il suo corso, pena il rischio che si trasformi in ben altro più in là: se non avrà uno spazio per essere espressa finirà per esplodere o, ancor peggio, creerà un'implosione. 
Come fare quindi per canalizzare la rabbia? Uno strumento terapeutico molto potente è in questi casi la scrittura: ogni giorno armati di carta e penna e scrivi una lettera al tuo ghoster, iniziando con "Caro/cara...,". In quella pagina concentra tutto il tuo veleno nei confronti dell'altro, tutte le peggiori ingiurie, tutti i pensieri più ribollenti che emergono. Scrivi come sotto dettatura della mente. Una volta svuotato/a di tutti i tuoi pensieri, firma la lettera e buttala via. Mi raccomando, non rileggerla, altrimenti sarà come risucchiare tutto il veleno di cui ti sei liberato/a. L'indomani scrivi un'altra lettera, nello stesso modo, e così via ogni giorno fino a quando non sentirai di non aver più nulla da dire.

Altri mezzi per esprimere le proprie emozioni possono essere le forme artistiche, come la produzione di musica o di arte. Puoi cercare il tuo modo personalizzato per esprimere le emozioni che senti dentro. Ciò che è importante è concedere a te stesso uno spazio giornaliero in cui farlo, fino a che ce ne sarà bisogno.

 

4. OGNI GIORNO UN "COME SE"

Ultimo ma non per ultimo, mentre affronti l'elaborazione del tuo passato, sarà di grande aiuto anche iniziare a configurare il tuo futuro. Come si suol dire, buttare il cuore oltre l'ostacolo! 

A tal proposito ogni giorno assicurati di svolgere almeno una piccola, anche piccolissima, azione come se il dolore della perdita del tuo ghoster non ci fosse. Immagina come sarà la tua vita, la tua giornata, quando tutto questo sarà solo un lontano ricordo e poi prendi un pezzettino del tuo futuro e rendilo presente.

 

In conclusione ci tengo a precisare che per quanto questo articolo sia rivolto a coloro che cercano supporto nell'affrontare un'esperienza di ghosting, anche i cosiddetti ghoster meritano un'aiuto nell'affrontare le proprie debolezze. In definitiva non si tratta di fare il gioco dei buoni e dei cattivi, ma di comprendere la variabilità delle fragilità umane. 

Quindi, sia che questa volta ti sia ritrovato nel ruolo di vittima che di "ghoster", per una consulenza individualizzata al caso, fissiamo un appuntamento. Invia una mail a info@psicologafedesassoli.com.

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