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Dieci modi per... continuare a litigare!

August 24, 2017

Inter-agire con gli altri spesso può risultare impegnativo: mondi diversi che si uniscono e che devono trovare un modo per coesistere. Quando si presentano dei problemi è molto comune, infatti, che si accenda una lite, in particolare con le persone a noi più vicine.

A volte le discussioni sembrano infinite, come se non si trovasse mai un punto di arrivo comune. Vi siete mai chiesti, allora, se non siano proprio i vostri atteggiamenti ad alimentare la discordia? Ecco dieci ottimi modi per… continuare a litigare!

 

1. L’ASSOLUTISTA

“Non ci si comporta così, punto!” – Se volete assicurarvi di non arrivare mai ad un punto di incontro con il vostro interlocutore, non vi è arma più potente del ragionare per assoluti, stabilendo come stanno le cose, non lasciando alcun tipo di apertura a idee differenti. Quando sanciamo la realtà, infatti, l’altro ha solo due opzioni: dire di si (opzione alquanto improbabile durante una lite, se non sotto forma di ironia) o contraddirci, asserendo l’esatto contrario di quello che abbiamo detto. E così, braccio di ferro sia!

 

2. IL POLARIZZATORE

“Ci sono due tipi di persone, quelle oneste e quelle false” – Viviamo in un mondo colorato, fatto di tante diverse sfumature, ma se il vostro obiettivo è accendere il conflitto iniziate a vedere tutto in Bianco e Nero e sarete sulla strada giusta! Creare degli aggettivi polarizzanti per spiegare eventi e persone, come “vero o falso”, “bene o male”, “giusto o sbagliato”, “bello o brutto”, “normale o anormale”, e chi più ne ha più ne metta, riduce radicalmente le possibilità di condivisione. Il vostro interlocutore viene messo al muro, di fronte a una scelta. Tuttavia, vista l’infinità di possibili descrizioni, le probabilità che accolga una delle due opzioni che gli avete dato è molto bassa (in particolare durante un conflitto).

 

3. IL LANCIATORE DI CARNE… SUL FUOCO!

“E poi, anche Maria ha detto che sei un maleducato!” – Una qualsiasi conversazione, più o meno accesa, in cui non è condiviso uno scopo (anche se implicitamente), è destinata ad andare a rotoli. Infatti, un ottimo trucco per prolungare una litigata è rincarare la dose, deviando dal nocciolo della questione. Può accadere che il vostro interlocutore sia abbastanza scaltro da non cadere nella trappola e rimanga concentrato sul fulcro del discorso, ma il più delle volte se lo punzecchiate nei punti giusti, lascerà che la discussione vada alla deriva.

 

4. IL DISCO ROTTO

“Come ti ho già detto, il punto è che…” – Una tecnica infallibile per continuare a far girare la conversazione “in tondo”, come una trottola, senza mai trovare soluzione concreta è, semplicemente, non prendere in alcuna considerazione quanto vi dice il vostro interlocutore e perseverare nel ribadire sempre le stesse, noiose e banali, poche cose. Quando vi dirà “parlare con te è come parlare con il muro” saprete di aver avuto successo!

 

5. IL RICERCATORE DELLA VERITÀ

“Non è vero, non è andata come dici!” – Non vi è persona meno malleabile di colui che crede nell’esistenza di una verità ultima e innegabile, perché continuerà a cercarla finché non penserà di averla trovata, trasformandola poi nell’unica cosa che conta. Nessuno provi ad attentare alla Verità! Ecco che allora, se il vostro desiderio è mantenere accesa la fiamma di un diverbio, diventate come la persona appena descritta. Verrà perso di vista qualsiasi scopo e/o risoluzione di una problematica, perché diventerà solo importante definire e poi proteggere “il vero”.

 

6. IL FINTO DIPLOMATICO

“Non sono d’accordo ma è giusto che ognuno abbia la sua opinione” – Per chi di voi ama essere più raffinato e lavorare “tra le righe” potete usare la tecnica del bluff diplomatico, fingendo di voler terminare la conversazione dichiarando che avete un’opinione differente e che non c’è nulla che si può fare a riguardo. Importante è anche scegliere il momento perfetto per lanciare la vostra sfida, tentando (apparentemente) di chiudere la discussione nel momento in cui il vostro interlocutore è al suo picco di arrabbiatura. Se tutto va secondo i piani, raddoppierete la sua ira: per non avergli risposto, per aver tentato di fare “i superiori” e soprattutto per non aver portato la conversazione ad alcun tipo di risoluzione concreta.

 

7. IL CREATORE DI LABIRINTI

“Eh ma così non funziona…Eh ma per quello non c’è tempo…Eh ma…” – Il modo più semplice per ridurre le chances di risolvere un problema comune è, chiaramente, sabotarne tutte le possibili vie d’uscita. Come si suole dire, anziché cercare soluzioni per ogni problema, usate la tecnica infallibile del trovare un problema per ogni soluzione. Così facendo la discussione inizierà a zigzagare in mille direzioni diverse e il vostro interlocutore sarà costretto a cambiare continuamente “strada”, come in un labirinto senza uscita.

 

8. IL COMPETITIVO

“Un giorno capirai che ho sempre avuto ragione!” – Come il lanciatore di carne sul fuoco, anche il competitivo usa la strategia di deviare dallo scopo ultimo della discussione. Lo fa, però, perché segretamente ambisce ad un altro obiettivo: avere la ragione. Se scegliete questa via, siete certi che l’accordo non sarà mai raggiunto, perché l’importante sarà “aver vinto la lotta” e non “arrivare pari”. Pronti a salire sul ring?

 

9. L’INDOSSATORE DI SCARPE… ALTRUI!

“Se fossi stato al tuo posto, avrei agito diversamente” – Anche questa modalità può risultare alquanto efficace per continuare a litigare, ovvero confrontare il vostro supposto comportamento (o scelta) a quello intrapreso dall’interlocutore, naturalmente lasciando intendere che il vostro sia decisamente migliore! Si tratta di una tecnica che può far magie nell’accendere una lite, in quanto metterà immediatamente l’altro nella posizione di doversi giustificare e quindi di dirvi ciò che “ancora non avete capito”. Una piccola scintilla che può trasformarsi in un incendio.

 

10. L’APPICCICA ETICHETTE

“Sei una persona disonesta!”  – Infine, sempre ottima è la tecnica di forzare l’interlocutore o chi/cosa altro sia coinvolto nella discussione dentro un contenitore circoscritto di possibilità. Come? Assegnandoli un’etichetta, inserendolo in una categoria. Se siete fortunati, infatti, l’altro proverà subito una forte desiderio di evasione, si sentirà oltraggiato e avvierà la sua campagna di emancipazione. Ancora una volta, la possibilità che egli si senta ben descritto dall’etichetta che avete scelto per lui è molto bassa, data l’infinità di etichette utilizzabili. Anziché approfondire i dettagli della situazione oggetto di conflitto, partirà la gara a chi trova il nome o l’aggettivo più adatto…e questa è una gara che potrebbe procedere all’infinito. Obiettivo raggiunto!

 

 

 

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