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OSSESSIONI E COMPULSIONI

"Pensare di non pensare è già pensare."
- Giorgio Nardone

Tutti siamo stati soggetti nella vita a momenti in cui determinati pensieri, argomenti, crucci sembrano essere prevalenti nella mente. In alcuni casi accade però che la dominanza di questi pensieri diviene ancor più potente e l'individuo rimane intrappolato, come obbligato a vedere la stessa scena di un film ripetersi costantemente e senza sosta. In presenza di un disturbo ossessivo, le immagini intrusive spesso invadono la mente in modo inaspettato e appaiono impossibili di scacciare. Infatti la più grande difficoltà è che non si può lottare contro la propria ossessione senza rischiare di alimentarla ulteriormente, perché "pensare di non pensare è già pensare".

Un'ossessione si può manifestare anche sotto forma di ricerca di controllo ossessivo e razionale di processi che non possono essere realmente controllati (come una relazione, una propria reazione emotiva o fisiologica, ecc.). Rientra in questa categoria anche il dubbio patologico, quando il pensiero ossessivo che attanaglia l'individuo è una domanda, a cui tenta di rispondere ottenendo solamente nuove domande, a cui a sua volta risponde generando altre domande, e così via in un labirinto senz'uscita (per fare alcuni esempi: "Sono innamorato?", "Chi voglio essere nella vita?", "La verità esiste?", ecc.)

In alcuni casi, poi, l'ossessione si connette ad un'azione ritualizzata che diviene gradatamente una vera e propria compulsione, ovvero un qualcosa che l'individuo deve fare a tutti costi, pena il provare alti livelli di ansia e paura. Le compulsioni possono avere l'obiettivo di prevenire qualcosa (ad esempio controllare che una porta sia chiusa) o di riparare a situazioni già avvenute (ad esempio lavarsi le mani dopo ogni contatto fisico con altre persone, anche minimo), oppure possono essere propiziatorie (ad esempio dover necessariamente indossare una specifica maglia tutte le volte che accade qualcosa di importante ).

In tutti questi casi il disturbo diviene fortemente invalidante e invade molte, se non tutte, aree della vita dell'individuo, che si ritrova schiavo delle richieste della propria mente.

La buona notizia è che è possibile sbloccare il disturbo in tempi brevi, attraverso apposite tecniche che usando la stessa logica del disturbo permettono di de-costruire rapidamente quanto si è irrigidito negli anni.